home News Chi siamo get gianburrasca strada facendo benessere e prevenzione Cosa facciamo documenti Territorio e Servizi Link
 
Gruppi educativi territoriali e progetti educativi scolastici
ARCA DI NOE’
 Casinalbo
ARCOBALENO
 Formigine
BABELE
 Fiorano
ORA2GAME
 Magreta
SOLELUNA
 
Maranello
STELLA POLARE
 Maranello
SASSUOLO
 Sassuolo
CASA NEL PARCO
 Sassuolo
GULLIVER
 Sassuolo
JONATHAN
 Sassuolo
GIOCAIMPARANDO
 Sassuolo
Attività e TORNEI
Progetto GET SCUOLA
Progetto Scuola Bottega
Pensieri & PAROLE
Operatori
Statistiche
Formazione
Galleria FOTO
VIDEO
get gianburrasca
PENSIERI & PAROLE

La parola ai ragazzi

Frammenti di dialogo…

  • Ore 19.00: frammenti di dialogo su di un cortile asfaltato.... i ricordi di alcuni ragazzi ventenni sul loro gruppo educativo.

Quando siamo stati al mare a Ravenna in pulmino ci siamo divertiti…
E la gita in Trentino per scalare e ci siamo arrampicati sulla montagna fino in cima!…
Quando siamo qui nel cortile spesso ci raccontiamo le cose che facevamo alle medie…
Ti ricordi il nostro gruppo e quando xxx andava fuori di testa e Claudio lo prendeva gli parlava e lo calmava…
Xxx l’ho rivisto pochi giorni fa e mi ha bloccato per sapere di me e raccontarmi di lui….
Quanto tempo abbiamo passato qui… e quante sfide nei giochi con i compagni…
Era un bel gruppo… voi eravate con noi… siamo cresciuti bene! …
Io il diario non lo portavo e tu mi trovavi sempre delle robe da fare….
Io qui facevo tante cose che mi piacevano… e poi tutti gli anni la gita finale…e adesso gli educatori sono come te?...
E il canestro ora non c’è più! Ma noi ci siamo cresciuti!!!  È un peccato per i ragazzi che ci sono ora non poter stare qui a fare dei tiri…
E ti ricordi quando facevamo le partite di calcetto che ci allenava Mirco, lui era troppo forte cioè con noi era bravo, sai l’ho rivisto tempo fa… noi anche adesso continuiamo a giocare ci piace sempre…quante esperienze che abbiamo fatto in questo gruppo…. Che fortuna essere cresciuti qui!

 Fiorano, Sabato 27 febbraio 2010 

  • lettera di Armando

Mi piace… non mi piace…

Ciao Barbara io sono Armando, ho 14 anni e mi piace il calcio, il mio ruolo preferito è il centrocampista e il giocatore che preferisco è Shevchenko.
 Non mi piace la musica ma mi piace andare in giro con gli amici, soprattutto in centro perché lì c’è tanta gente.
Non mi piace la scuola perché tutte le materie sono noiose, tranne fisica perché mi piace stare in movimento e soprattutto quando facciamo i giochi alla fine dell’ora, perché sono dei giochi di squadra.
Dopo le medie mi piacerebbe andare alla scuola Ferrari di Maranello per fare il meccanico. Da grande vorrei aprire un officina mia, dove poter lavorare soprattutto sulle moto da corsa.
Il mio motociclista preferito è Valentino Rossi perché è simpatico e bravo.
I ragazzi con cui mi trovo meglio sono Pier,Terry, Noris, Nicolas, Giuseppe e Giovanni, perché con Pier, Terry e Noris passo il tempo al calcio e al get, invece con gli altri in classe. Con questi ragazzi sto bene perché ho fiducia e posso contare su di loro quando ho bisogno. Per oggi basta ciao…

Casa nel Parco 21/04/06

  • Il tema di un ragazzo del Jonathan

come vorrei il g.e.t

se io fossi il responsabile di un doposcuola(g.e.t) inanzitutto lo vorrei senza far i compiti...poi lo vorrei con tantissime ragazze (da far una conoscenza al giorno) poi con tantissimo divertimento certe volte lo aprirei anche il sabato e la domenica e divertirmi a manetta con tutti i miei amici e farei venire tantissime ragazze (che divertimento c'è senza di loro)insomma lo farei come se fossimo in discoteca (solo la sera)il giorno mi divertirei come adesso a giocare a pallavolo,biglidino,ping pong,a calcio e ad ascoltare la musica (napoletana) io non lo vorrei tanto diverso no?perchè normalmente mi diverto anche averlo così com'è perchè facciamo le gite quasi tutti i venerdì giochiamo dalle 16:30 alle 17:30 solo che è chiuso al sabato è alla domenica.l'unica cosa che non mi piace che dalle 14:30 alle 16:30 dobbiamo fare i compiti seno non si può andare a giocare,dopotutto mi trovo anche bene con gli educatori gli amici ecc...erano bravi pure (Bedo e Valli) però sono bravi anche Lele ed Elisa con lele vado molto d'accordo ci divertiamo sempre insieme poi quando c'è da fare i compiti (inglese)li facciamo ed io mi inpegno molto anche perchè lele mi sfida sempre con le parole che non conosco poi però le imparo è lo frego sempre...anche elisa è brava in inglese infatti mi trovo bene anche con lei invece la fede e la francesca sono brave in grammatica (che l'anno scorso facevo solo quello)invece la Giulia è la lela sono brave in matematica.comunque fare i compiti con loro non è ne una fatica nè una noia però se dovrei essere il responsabile di un doposcuola la prima cosa che farei è quella di togliere i compiti poi tutto il resto è una cosa normale giusto?
fine
vallefuoco salvatore

  • Un articolo scritto da Alessadro, un ragazzo che frequenta il Get di Casinalbo

"Quando avevo 11 anni ho dovuto fare una scelta importante cioè scegliere se andare al doposcuola. Ho deciso di iscrivermi ed ovviamente ho preso questa decisione con i miei genitori. Quando ero in prima media ero un bambino chiuso, parlavo con poche persone, solo con quelli che conoscevo e ammitto che ero anche permaloso. Frequentando il doposcuola ho avuto l'opportunità di conoscere più gente e, con l'aiuto degli educatori, tutti molto bravi, sono riuscito ad inserirmi. Con la seconda media sono iniziati i problemi perchè, per rendermi simpatico agli amici, facevo battute offensive verso i professori e alcuni miei compagni di classe, facendomi così anche un pò odiare da loro e sgridare. Però grazie a questi brutti atteggiamenti ho anche iniziato ad essere più amato dagli altri ragazzi come me. Da quel momento sono diventato molto considerato da tutti ma sinceramente non ero contento di me stesso, anche se mi rendeva felice il fatto che, con il mio carattere, facevo ridere gli altri. Finalmente siamo arrivati all'ultimo anno: la terza media, che io ritengo il più bello perchè ho dimostrato il mio vero carattere e sono stato amato lo stesso per quello che sono sia al doposcuola che a scuola. Soprattutto sono 05.08.2010r fortuna. La mia esperienza al doposcuola è stata bella ma una cosa non ho ancora capito: perchè ho un modo di comportarmi diverso nell'ambiente scolastico e a casa?" Alessandro

  • Tema di una ragazza di Fiorano che frequenta la 3^Media.

“Stendi una relazione sulla adolescenza esprimendo le tue considerazioni personali”
>> continua >>

 
La parola agli educatori

  • La mia esperienza...

13 Giugno 2008

Ciao a tutti!
Mi chiamo Antonietta ho 19 anni e sono una volontaria in Servizio Civile nel Comune di Sassuolo,
ho partecipato insieme agli altri educatori e volontari al Gruppo educativo “Jonathan”.
Prima d’ora ho avuto ben poca esperienza con i ragazzi di quest’età, oggi non mi staccherei più da loro. Certo, non è stato sempre “rose e fiori” ma è comunque un esperienza da ripetere.
Mi sono diplomata l’anno scorso, è stato il mio “ultimo” anno di scuola, ci sarei restata per sempre, è stato un po’ triste ma grazie al lavoro qui, ho avuto l’opportunità di rivivere insieme ai ragazzi un altro anno scolastico fantastico, ripercorrendo esperienze come studio, gite e momenti di gioco insieme. Tornerei al G.E.T. senza pensarci 2 volte, è solo una settimana che è finito e penso sempre “chissà cosa staranno facendo i ragazzi?” sono stata con loro 5 giorni a settimana per tutto l’anno o quasi, mi sono sentita una loro amica o sorella maggiore, e mi sento voluta bene come tale. Ora che quest’anno è finito ringrazio tutti gli educatori e i ragazzi per quello che mi hanno dato, le esperienze come queste, che alternano momenti piacevoli ad altri un po’ meno piacevoli, storie nuove diciamo anche un po’strane, rivivere momenti della mia adolescenza, mi hanno fatto crescere, imparare e aiutare a non arrendermi mai anche nelle situazioni più difficili.

Grazie di cuore
Antonietta

<FOTO>

  • Minozzo 007 (10-4-07)


Bauli pieni di cibo, zaini sulle spalle, sorriso stampato in faccia e… si parte!
La “missione” è partita giovedì 1 Marzo: 12 gli inestimabili guerrieri…
Antonino, nel ruolo de ”L’Urlatore”
Daniele, nel ruolo de “Il Tronista”
Cristofer, nel ruolo de ”L’Uomo dell’Ape Car”
Fiordaliso, nel ruolo de “La Danzatrice del Ventre”
Gessica, nel ruolo de “La Sciolta”
Andrea, nel ruolo de “L’Atleta”
Mirko, nel ruolo de “Il Pescatore”
Gina, nel ruolo de “La Donna Verace”
Giusy, nel ruolo de “FashionGirl”
Salvo, nel ruolo de “General Maneger”
Davide nel ruolo de “Il Freestyler Naruto”
Daniele nel ruolo de “Il Freestyler Sasuke”
Alla volta di Minozzo, quindi, i nostri prodi avevano la carica di un bue, pronti a conquistare il mondo! Subito si è iniziato a preparare la serata, con originali decorazioni, deliziosi dolci e… un esilarante spettacolo!
La serata è iniziata con ottime tigelle… strani esperimenti come prosciutto e nutella hanno allietato la mensa! (vero Gessi?).
Si respirava una certa adrenalina nell’aria per l’evento eccezionale di una gita di ben 2 giorni… e l’ambiente deve averne risentito non poco… la lavastoviglie ha fatto esplodere schiuma ovunque (qualcuno sostiene che era un segnale degli alieni, qualcun’altro che avevamo messo troppo sapone…),  alla Gessi sono successe cose che nessun umano potrebbe mai immaginare (qualcuno ha interpretato anche questo come un’ulteriore avvertimento alieno) e fuori si è alzato un vento che nessuno aveva mai visto prima! Tanto che i cassonetti sono volati giù dal burrone, la Chiesa è finita nella valle vicina e qualcuno che si è alzato durante la (breve) notte è certo di aver visto viaggiare la casa per la provincia! (ma la mattina era al suo posto, ve lo assicuriamo!).
Finalmente è venuto il momento dello spettacolo: le grandi aspettative che i ragazzi hanno dato nel pomeriggio, sono state soddisfatte: tra “sketch” in napoletano (lingua ufficiale del Get, per chi non lo sapesse), scenette sugli educatori, balletti al femminile, balletti al maschile, balletti al maschile e femminile… insomma: ESILARANTE! Abbiamo persino avuto come ospite d’onore la famosa “Michel Hanziker” a cantarci una canzone (grazie per esserti mostrata in pubblico, Francesca)!
Insomma, il sonno avanzava ma con esso l’euforia! E così ci siamo ritrovati a giocare al gioco del Sultano, dove calci pugni schiaffi e baci non sono mancati… per prepararsi a dormire profondamente!
Eppure lo sanno tutti, chi dorme non piglia pesci, e a quanto pare noi abbiamo un popolo di pescatori, che è stato subito pronto ad affrontare un gioco notturno per la cattura di pazzi omicidi, e a scontrarsi facendo la lotta dei galli.
Ma niente: neanche questo è bastato, e la sveglia che doveva suonare alle 8, è stata nettamente anticipata alle 6,20 con un “Fre ci stiamo annoiando… andiamo giù?!”… (siamo andati a letto alle 1.30!)
E così altri giochi , passeggiate esperimenti culinari e tanto altro ha accompagnato la mattinata e, dopo pranzo… alle Fonti di Poiano! Noi non ci facciamo mancare proprio nulla, nemmeno un salto nel verde, con entusiasmanti gare tipo “ chi lancia il sasso più lontano” o “chi fa fare più salti al sasso”… discipline di un certo spessore…
E anche al ritorno sembra che i frutti di questi due giorni abbiano contaminato anche il resto del Get.. un esperienza che vi consigliamo!

Andrea Pagano (Get Jonathan)
  • il lavoro di strada... (25-02-06)

“Ora sia il tuo passo
più cauto: a un tiro di sasso
di qui ti si prepara
una più rara scena.”
(E. Montale)

Ci sono mestieri che s’imparano studiando, altri che s’imparano facendo. Questo è un mestiere che s’impara camminando. Fuori e dentro.
 Si cammina per le strade, nelle piazze, nei parchi, negli angoli scarsamente illuminati, nei ritagli di asfalto che diventano mondi, nei luoghi che non si vedono ma ci sono, radicati e presenti, come la solitudine. Si cammina incrociando, cercando, custodendo sguardi. Quelli sfuggenti, assenti, incuriositi, arroganti, confusi, puliti, tristi, lucidi, vivi, stupiti.
Quelli degli adolescenti.
Si cammina osservando i loro gesti veloci, i movimenti sempre uguali e sempre diversi, i jeans e il giubbotto in serie perché l’unione fa’ la forza, se la forza ancora non c’è. La forza di diventare grandi assomigliando solo a se stessi.
Si cammina ascoltando le loro storie, come in un film muto. Storie che la voce non può raccontare, storie che si possono capire solo così.
Si cammina incontrando gli adolescenti sul confine che separa tutti noi dall’essere altro. Forse dall’essere più responsabili, consapevoli, felici. Dall’essere ciò che non siamo ancora e vorremmo essere o da ciò che siamo chiamati ad essere ma non siamo. Il confine che si chiama presente.
Fotografato senza mettersi in posa, senza fingere un sorriso, senza aggiustarsi i capelli. Naturale e sincero, per rispetto a se stesso e a chi lo guarderà.
Si cammina rispettando il silenzio di chi non ha niente da dire  e rispettando le parole di chi vuole essere ascoltato. Si cammina ascoltando il silenzio di chi non si rispetta abbastanza da trovare il coraggio per dire qualcosa.
Sempre si cammina, e s’impara a modulare il passo. Perché uno degli errori più gravi che si possono commettere facendo questo mestiere è quello di avere troppa fretta o di non averne affatto, è quello di correre quando si dovrebbe andare a passo d’uomo, o quello di rallentare per paura di essere già troppo vicini a qualcosa. Paura di fermarsi e di non essere accolti, paura di fermarsi e di non voler più ripartire, paura di accomodarsi come se fossimo entrati in casa di qualcuno dimenticando che siamo sempre e solo sulla strada.
Perché da un incontro può nascere un mondo, e da un mondo può nascere qualsiasi cosa ma è solo nel momento in cui siamo capaci di salutarlo e di lasciarcelo alle spalle, che prende vita. La sua.
Si cammina e si collezionano fotografie di mondi, per noi che c’eravamo, per chi verrà dopo di noi e nella peggiore delle ipotesi, per chi riterrà inutile continuare questo viaggio. Le fotografie sono belle perché resistono, come le domande senza risposta. C’è sempre qualcuno che continua a farle.
 
“Che senso ha il vostro costruire? Qual è il fine d’una città in costruzione se non una città? Dov’è il piano che seguite, il progetto? – Te lo mostreremo appena termina la giornata; ora non possiamo interrompere – rispondono. Il lavoro cessa al tramonto. Scende la notte sul cantiere. E’ una notte stellata. – Ecco il progetto – dicono.”
(Italo Calvino)

Alessia Gibellini

  • Scritto da una volontaria del GET di Casinalbo (2005)

Ciao a tutti, sono Sistillia, una "giovane" volontaria di 67 anni che da due frequenta il Get "Arca di Noè" di Casinalbo. Perchè nonostante la casa, il nipotino e gli svariati impegni vengo al Get 2 volte a settimana? Perchè desidero rendermi utile e, soprattutto, mi piacciono i ragazzi, mi aiutano a mantenere la mente attiva. Quando sono con loro cerco di dare il massimo e se ci sono delle difficoltà da superare è proprio allora che la mia mente diventa attiva e ottengo le maggiori gratificazioni. Ormai è finita la scuola: il mio desiderio maggiore è vedere tutti i ragazzi promossi. Vi assicuro che non mi annoierò durante le vacanze: ho già appuntamento per tre mattine a settimana con il centro estivo per i bambini delle elementari. A me i ragazzi danno la carica per vivere nel presente e non nei ricordi del passato." Sistillia

  • Cernesi C., Dalpiaz D., “In Gruppo”. Indagine tra i ragazzi di Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese-Ass. ai servizi culturali, 1990
    >> continua >>
  • La vita fuori dalla scuola
    e’ scuola di vita
    .

    Assistente Sociale
    Dott.ssa Monica Ferrari
    >> continua >>
  • Intervento dell'assessore Marco Fiori sul Progetto Strada Facendo, video 2005
    >> continua >>


Dici: 'E' faticoso frequentare i bambini'. Hai ragione.
Aggiungi: 'Perché bisogna mettersi al loro livello, 
abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli". Ti sbagli. 
Non è questo l'aspetto più faticoso. E' piuttosto il fatto di essere costretti a elevarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi. Per non ferirli.

J.Korczak


Valid HTML 4.01 Transitional

CSS Valido!
Unione dei Comuni del distretto ceramico - Ufficio di Piano - Progetto adolescenza: contatti info
Pagina aggiornata il 21.07.2014 Contatore visite gratuito